Urban 2020, verso il controllo totale.

<<For more determined or fanatical rioters, the system can also use a round that will disperse a tearing (CS) agent while it hits the person.>> In sintesi, contro i ribelli più determinati o fanatici, il sistema (M234 Riot Control Launcher) può prevedere l’uso di un proiettile che disperderà gas lacrimogeno CS MENTRE COLPIRA’ LA PERSONA. Tradotto dal MANUALE “CIVIL DISTURBANCE OPERATIONS”, un simpatico CORSO di sole 6 ore necessarie per formare l’esercito USA al “CONTROLLO DELLE FOLLE”, principalmente in ambienti “URBANI”.
Se avete tempo, scaricate qui il PDF e leggetelo, google translator vi aiuterà nel caso abbiate difficoltà con l’inglese: http://info.publicintelligence.net/USAMPS-CivilDisturbanceOps.pdf
E poi fatevi venire un dubbio: al di là del dettaglio sull’uso del lacrimogeno al CS (sul quale le forze dell’ordine italiane sembrano ben formate), perché l’esercito USA si prepara dal 2006 a gestire “folle ribelli”? A questa domanda si trovano ottime risposte nel piano meglio noto come Urban Operations in the Year 2020, disponibile a questo link: http://www.warstartsherecamp.org/sites/default/files/files/nato_bericht_eng_fran.pdf
Urban 2020 risale al 2003, prevede una crescente concentrazione della popolazione mondiale nelle aree urbane, con abitanti delle metropoli più o meno prigionieri del cemento (case/uffici/fabbriche/centri commerciali) o in situazioni ancora più drammatiche, accampati ai confini delle città (baraccopoli, favelas..) in condizioni di estrema povertà, al punto che il rapporto parla di una crescente URBANIZZAZIONE della POVERTA’.
Fateci caso.. la “paura” del “povero” è usata in modo strumentale, la parola “immigrato” non suscita quasi mai un sentimento umano di empatia e condivisione ma, al contrario, genera paure e alimenta il conseguente bisogno di “sicurezza”. Diventa cosi’ qualcosa che va allontanato, isolato, rinchiuso nei CIE, e benvengano le telecamere, la polizia e poi, senza che possiamo renderci conto del cambiamento, lentamente cominciano a mettere anche i militari a presidiare le città, i luoghi maggiormente a rischio (di ribellioni), sempre con l’alibi della nostra presunta sicurezza. Ronde diurne e notturne. Prove tecniche di “CONROLLO DELLE FOLLE” se e quando queste dovessero ribellarsi.

EuroGendFor è uno dei tasselli del piano, un’interforze europea che può intervenrie ovunque e che ha la sua sede centrale a Vicenza. La militarizzazione prevista da URBAN Operation 2020 è studiata in ogni minimo dettaglio. Ed è già inziata. Prove tecniche sono in corso nel nostro paese, non fingete di non esservene accorti, in Valsusa si allenano da oltre un anno… ed è solo un esempio, uno dei tanti – purtroppo – visto che si prevede un autunno “caldo”!
Lentamente ci dovremo ABITUARE alla presenza dell’ESERCITO nelle nostre CITTA’.
Negli Stati Uniti proprio un paio di giorni fa, il 17 agosto, ( http://www.megachip.info/tematiche/legalita/8665-usa-veicoli-corazzati-per-pattugliare-le-citta.html ) si è conclusa l’ennesima “esercitazione” in area urbana, con veicoli militari corazzati a pattugliare le città, per le strade di Sheboygan County nel Wisconsin. Un’esercitazione della quale persino il sindaco sembra non essere stato informato! E su Fox 2 sono andate in onda alcune interviste che non lasciano dubbi: “Fantastico, potrebbe diminuire un po’ il tasso di criminalità”, “si potrebbero combattere un sacco di reati”. I media locali devono far passare questo messaggio, fa parte del “piano”. Dobbiamo essere “noi” a CHIEDERE PIU’ SICUREZZA, mentre loro si preparano a detenere l’assoluto COMANDO & CONTROLLO!

Loro, chi? Gli stessi individui che oggi stanno COSTRUENDO LA CRISI, si stanno preparando a “spazzare via”, isolare e combattere duramente gli “effetti collaterali” dell’impoverimento globale del quale sono RESPONSABILI. Anziché risolvere il problema alla radice (…) pensano a come “pulire” il pianeta dai “rifiuti umani”. Perché di questo stiamo parlando.

A Vicenza, quindi, sarà la sede di EuroGendFor, cosa che fa pensare a molti che il ruolo dell’Italia sia importante. Ma lo è davvero? E se si, in che forma? (…)

C’è un gruppo di lavoro, parte del piano URBAN OPERATION 2020, più ristretto, un gruppo che deriva dal “Command and Control Challenges for Urban Operations” , meglio noto come “Sensors for Urban Operations”, gruppo creato sempre nel 2003, che ha realizzato il documento nel quale si analizza come utilizzare al meglio la tecnologia per supportare le operazioni in scenari urbani che possono essere occupati da un mix di civili “non ostili” e forze “ostili”. Di questo gruppo di lavoro fanno parte l’Inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti, la Svezia, e il Canada. Qui il documento: http://info.publicintelligence.net/NATO-UrbanSensors.pdf .
Collegando le informazioni fino a qui riportate, potremmo anche supporre che la recente esercitazione in aree urbane abbia “testato” alcune delle soluzioni proposte, visto che il rapporto cita una simulazione (wargame) nella fantasiosa città di Batumi, con una popolazione di etnia mista, riportava la necessità di una mappatura tridimensionale con il dettaglio dell’interno degli edifici, cosa che attulamente, almeno per alcune aree e siti strategici, potrebbe essere già disponibile. Sempre nel rapporto, c’è una domanda che mi ha colpito, alla quale, tuttavia, non c’è risposta. Si evidenziano, infatti, informazioni fondamentali ma “quasi” impossibili da determinari attraverso “sensori”, ovvero… come si fa a capire quali civili completamente disarmati sono potenziali oppositori?

Orwell insegna. Manca ancora il “sensore” che individua lo PSICOREATO. Manca o lo stanno già elaborando?

Dal documento emerge la necessità di una tecnologia (oggi non disponibile) per individuare e seguire gli spostamenti di un obiettivo all’interno di un edificio, dall’esterno. E’ invece possibile una volta che i soldati (dotati di opportuna tecnologia EO/IR) sono all’interno. O attraverso l’uso di fantomatici “spybowl”… congegni a forma sferica che possono essere gettati come una granata e forniscono istantaneamente una vista a 360 gradi dell’area, sono dotati di un microfono, una batteria della durata di un’ora ed un collegamento radio per la trasmissione dei dati (possono arrivare fino a 30 metri all’interno di un edificio e a 100 metri all’aperto). Tra i lati “negativi” di questa tecnologia, oltre al prezzo troppo alto, è divertente il fatto che “il lancio di un oggetto può essere considerato un gesto ostile”. Ma dai?

Stesso problema per il livello “underground”, sotto terra. Qui sono proprio messi male, ma si stanno predisponendo adeguati “robot” da inviare sotto terra.. le talpe esploratrici?

Alla luce di queste esigenze, diventa chiaro che lo sviluppo delle reti di comunicazione che connettono sempre più apparati (internet-delle-cose) forse dovrebbe farci preoccupare. Credo, infatti, che non sia casuale lo studio della CISCO che stima che PROPRIO NEL 2020 (coincidenza?) ci saranno più di 50 milioni di dispositivi connessi tra loro (M2M = Machine-to-machine o NFC=Near Field Communication) ed una mole di dati enorme verrà raccolta da reti distribuite di sensori, per poi essere elaborati e analizzati da software in grado di “apprendere”, trasformando così semplici dati in preziose (e pericolose, a seconda dell’uso) INFORMAZIONI. Quelle che oggi, a giudicare dal rapporto, sarebbero più difficili da ottenere con operazioni d’urgenza, quindi tanto vale portarsi avanti con il lavoro e installare sensori e reti ovunque…

(…) Il sistema economico che ha creato finto benessere (per pochi) sta implodendo e le sue vittime potrebbero presto iniziare a reagire, chiedendo il ripristino di una condizione più equa. (…) Considerate che al 2020 mancano meno di 8 anni…

tratto da Simonetta Zandiri

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